La Chiesa di Sant’Antonio

La Struttura

La chiesa di Sant’Antonio  presenta una pianta rettangolare con unica abside sulla parete di fondo, copertura a capanna semplice e facciata con semplice portale arcuato, sormontato da rosone. Sulla facciata, in alto, vi è una finestra bifora, murata, e sulla sinistra un piccolo campanile con due campane.

Sulla parete destra si apre un’ altra porta d’ingresso e alcune finestre.

L’interno a navata unica, coperta a capriate, ha tre cappelle lungo la parete sinistra, in fondo alla quale, all’altezza della parete dell’abside, si apre la porta della Sacrestia. Sulla parete destra si aprono alcune finestre e un piccolo ambiente, preceduto da un arco, al di sopra del quale si innalza il campanile; a destra è situato un altro altare.

Gli Affreschi

La chiesa risulta interamente affrescata sulla parete dell’ abside, nelle tre cappelle a sinistra e, in parte, anche nel piccolo ambiente in fondo, sotto il campanile, e sulla parete destra a ridosso della controfacciata.

L’edificio risale, come si può vedere dalle sue linee architettoniche, al secolo XIV; a quest’epoca risalgono certamente sia la finestra bifora posta sulla facciata, sia il piccolo ambiente preceduto da un grande arco in tufo posto in fondo alla chiesa, sotto la torre campanaria.

Fu poi ampliato e abbellito con affreschi nei secoli XV e XVI. Il Cascioli ci informa che nel 1709 vennero intonacati di bianco gli affreschi che ricoprivano le pareti dell’abside, perché rimasti anneriti a causa del fumo provocato dalla fonditura di una campana; gli affreschi vennero di nuovo portati alla luce nel 1873 e restaurati malamente (Cascioli, pp. 273-274).

L’attuale Sacrestia venne compiuta nel 1848, per interessamento del sacerdote romano Giuseppe Mazzetti, mentre la facciata fu restaurata, per interessamento del sacerdote Giuseppe Rosa, nel 1874, come si legge nell’iscrizione posta sulla facciata stessa.

Attualmente la chiesa, che è filiale dell’arcipretale, è stata ristrutturata e si presenta in buono stato di conservazione anche se viene utilizzata solo per la messa in onore del santo nella domenica seguente il 17 Gennaio.


Bibliografia: M. Graham, 1820, pp. 20-23; G. Cascioli, 1896, pp. 273-274;
A. Lattanzi, scheda S.B.A.S., 1930-31; G. Cascioli, 1933, p. 23; P.
Venturoli, scheda S.B.A.S., 1972; T.C.I., 1981, p. 534
M.G.M.

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