San Giovanni

La chiesa, a navata unica, con abside terminale e finestre lungo le pareti e semplice porta d’accesso in legno, lungo la parete sinistra, si presenta oggi completamente senza tetto, con le pareti in parte crollate.

Rimangono tracce della primitiva decorazione ad affresco nel catino absidale, nella tribuna, sulla parete di fondo.

La chiesa, costruita in parte sulla viva roccia, risale, probabilmente, alla fine del secolo XIV, anche se poi venne in parte rimaneggiata ed abbellita con affreschi nei secoli XV e XVI. Il Cascioli ci informa che venne restaurata da donna Giulia Orsini nel 1636, quando divenne parrocchia, al posto di S. Stefano, per decreto del cardinal Giulio Roma, in data 10 gennaio 1636 (Cascioli, p. 271). In questa occasione venne rifatto il tetto, le porte, il campanile e venne dotata di un armadio per le suppellettili. Gli affreschi che decorano l’interno dovevano essere già compiuti nel 1581, in quanto il vescovo di Tivoli afferma, nella Visita apostolica compiuta in quell’anno, che le pareti erano dipinte.

Secondo i documenti consultati dal Gordiani risulta che la chiesa, restaurata nel 1636, era già cadente e con il tetto in rovina nel 1664, la qual cosa costrinse il padre Carlo, parroco nel 1684, a spendere 300 scudi propri per il risanamento dell’edificio, mediante contratto con il muratore, mastro Fedele di Poli, e con l’architetto Giovanni Battista Contini, già operante presso i duchi di Poli, a Poli stesso e a Frascati.

La chiesa venne poi gravemente danneggiata dal terremoto nel 1877, che fece cadere varie parti del muro: non essendo stati riparati completamente i danni provocati dal terremoto, nell’ottobre del 1965 crollò definitivamente la volta e parte della parete destra.

Oggi la chiesa si presenta allo stato di rudere, completamente invasa dalla vegetazione, anche se ancora conserva, nella tribuna e nell’abside, degli affreschi di discreta fattura, che andrebbero staccati e posti in luogo più idoneo.

Dalla vecchia schedatura di soprintendenza del 1930-31 risultano delle raffigurazioni oggi scomparse: la Pietà e una figura di Santa nell’abside, una figura allegorica della Ricchezza e una figura di Santa sulla parete sinistra.

Bibliografia: M. Graham, 1820, pp. 20-23; G. Cascioli, 1896, pp. 271-74; V. Pacifici, I-II (1921-23), p. 61; A. Lattanzi, scheda S.B.A.S., 1930-31; Italia Nostra, 1971, n.84, p. 41; P. Venturoli, scheda S.B.A.S., 1972; R.
Gordiani, s.d., pp. 117-124
M.G.M.

 

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