Cappella della Pietà

…. A Lei [Violante Farnese] devesi la fabbrica della bella chiesa a cupola che chiamano della Pietà, posta rimpetto la porta di Poli sulla via che mena a Casape, di buona architettura che molto risente il fare del Vignola.
Sull’altar maggiore, adorno di marmi, fece porre un gruppo marmoreo, poco più grande del naturale, rappresentante la Vergine Addolorata con l’ estinto divino Figliuolo sulle ginocchia; dal qual gruppo la chiesa prese il nome “della Pietà”.

Così Mons. Cascioli, nelle sue memorie, introduce la Pietà. Poi continua

E’ essa opera [la statua] di Adriano Schirati il quale, essendo forse allievo della scuola del Buonarroti, volle imitare il gruppo della Pietà che trovasi nella prima Cappella a destra entrando nella Basilica di S. Pietro, lavoro immortale dello stesso Buonarroti.
L’ opera dello Schirati non è condotta a compimento, forse per morte sopraggiuntagli, mancando specialmente alla statua della Vergine l’ultima perfezione dello scalpello; ma la figura del Cristo morto può dirsi ultimata in tutti i suoi lineamenti.

Poi, a proposito della costruzione ricorda:

Risulta da una particola di processo dell’ Archivio di stato che la fabbrica del tempio era già ultimata il 1599, quando venne a visitarla il Vicario del Vescovo di Tivoli, Ippolito Carella, presente Mons. Carlo Conti, poscia Cardinale, Vescovo d’Ancona, che per primo vi celebrò l’incruento sacrifìcio e benedisse le due cam-
pane della torre.

Mentre annota così la ristrutturazione e la destinazione a tomba di famiglia dei Torlonia:

Riposano amendue [D. Giulio e D. Giovanni] nell’anzidetta chiesa della Pietà, restaurata, come si disse, riccamente dal loro figlio Duca D. Leopoldo e destinata a sepolcro di famiglia.

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